Un pomeriggio con Pittara e Newton

Nella giornata di sabato 28 Agosto mi sono recato alla GAM (Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea) a Torino per visitare la mostra "Cavalli, Costumi e Dimore", seguendo un approfondimento incentrato sull'opera "La fiera di Saluzzo (sec.XVII)" di Carlo Pittara.


Sebbene una prima visione in solitaria non avesse attirato particolarmente la mia attenzione, grazie all'ottima spiegazione della dottoressa Valeria Pavese sono riuscito a cogliere aspetti e particolari che da solo non avevo notato.
Nella pittura di Pittara,
un artista piemontese dedito alla pittura di paesaggio e di animali, attivo a metà Ottocento e punto di riferimento della Scuola di Rivara, e in particolare nell'opera La fiera di Saluzzo, non vi è un protagonista, o meglio, non vi è un protagonista specifico e principale.
Il soldato raffigurato al centro dell'opera non è riconducibile ad alcun esponente di rilievo al tempo dell'artista e, come in molte altre sue opere, la figura umana non è centrale nel messaggio pittorico dell'artista.
A una prima visione si rimane impressionati dalle enormi dimensioni della tela
: sfiora gli otto metri di lunghezza per quattro di altezza.
Nonostante il volume dell'opera, ogni particolare è dettagliato, e grazie a questo si è potuto indagare molto su di essa. Docenti ed ex docenti del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino, nell’ambito di una collaborazione in occasione delle
celebrazioni per i 250 anni dalla fondazione della Scuola Veterinaria di Torino, sono riusciti a definire le razze dei vari animali rappresentati, anche quelli più lontani e non in primo piano; esperti di costumi hanno stabilito l'origine e la moda dei personaggi rappresentati : si tratta di un mix di vestiti spagnoli e francesi seicenteschi, in linea con l'ambientazione del dipinto (nell'Ottocento la fiera si teneva dentro le mura, mentre qui Pittara la raffigura fuori).
L'opera fu mostrata per la prima volta all'esposizione Belle Arti a Torino, ma per le sue dimensioni non è stata mai facilmente esponibile, infatti questa è la prima volta dopo 38 anni che si può visionare.
A concludere il percorso vi è una sezione dedicata all’Esposizione Nazionale del 1880 che propone i diversi acquisti della Città di Torino per il Museo Civico, a partire da una delle tele premiate,
La deposizione di Papa Silverio di Cesare Maccari.

Ho colto l'occasione per visitare anche un'altra esposizione presente alla GAM: una mostra fotografica su Helmut Newton, riconosciuto come uno dei più importanti fotografi della seconda metà del Novecento. Tra i soggetti fotografati più famosi si ritrovano anche Gianni Agnelli, Andy Warhol e Ralph Fiennes.

 

Questa esperienza alla Galleria d'arte Moderna mi ha fatto capire la differenza tra visita in solitaria e guidata : molti dettagli e storie delle opere sfuggono all'osservazione personale, mentre risaltano e incuriosiscono se spiegati con chiarezza e semplicità da guide esperte.

 

Francesco Greppi

 

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Mercoledì 14-17
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